NEDO LUSCHI



NEDO LUSCHI silvia.fierabracci@alice.it

Nato a Livorno nel 1917, ha frequentato la libera scuola di Beppe Guzzi e l’ Accademia di Belle Arti di Brera. Ha partecipato al I e al II Congresso Nazionale artisti. Insieme a Mario Borgiotti e a Renzo Casali nel 1953 ha fondato a Livorno il Premio “Rotonda” partecipandovi attivamente sino ad oggi pure con l’esposizione di suoi quadri dal 1984, quando questo assunse stabilmente il carattere della rassegna, laddove anche coloro che organizzano la manifestazione espongono i propri lavori fuori concorso. E’ stato organizzatore, membro della giuria di accettazione delle opere e della giuria del Premio, Presidente in diverse gestioni compresa quella conclusasi nel 2005 fino a quando nel 2006 è stato eletto all’unanimità Presidente onorario dell’Associazione Ro-art. E’ altresì Presidente onorario del Gruppo Labronico, con il quale ha mantenuto un intenso legame dalla XXI mostra del 1947, divenendone ufficialmente socio cultore nel 1961 e Presidente dal 1993 al 2001. Ha preso parte a collettive nazionali ed internazionali conseguendo premi e riconoscimenti. Ha iniziato a tenere diverse personali dalla seconda metà degli Anni Cinquanta, debuttando nel 1957 alla Bottega dei Vageri di Viareggio insieme allo scultore Vitaliano De Angelis con una significativa mostra, seguita nel 1961 da quella della prestigiosa Bottega d’Arte di Livorno, che lo presentò con un ampia personale arricchita da una selezione di opere grafiche e corredata di catalogo.
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A partire dalla primavera del 2009 Nedo Luschi insieme alla sua famiglia ha deciso di affidare a Silvia Fierabracci la catalogazione e l’archiviazione delle sue opere unitamente al materiale bibliografico e fotografico per una loro opportuna divulgazione. Nel 2013 viene ufficialmente costituito e registrato legalmente l’Archivio Nedo Luschi.

“Artista di eccezionale talento, capace di intuire per tempo i propri limiti, Nedo Luschi è riuscito nella sua lunga carriera artistica a saper mirabilmente misurare la realtà con il cuore, dimostrando che si può essere grandi anche nella misura in cui siamo. E questo, è, forse, uno dei principali motivi, per cui, la sua espressione estetica ed il suo mondo poetico, “senza nessun ritorno a”, riescono a dire sempre inevitabilmente qualcosa di valido alla contemporaneità in quella vibrante, personalissima, dirompente energia dei suoi quadri”.

Silvia Fierabracci


 
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