MARIA MATTI (MATHÌ)



MARIA MATTI (MATHÌ) mariamatti.7@gmail.com
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"In un momento in cui negli ambienti artistici molto si parla di "pittura della memoria", Maria Matti, in arte Mathì, preferisce recuperare la memoria della pittura.
[…] Non è per niente facile, per quanti sforzi si facciano, classificare questo tipo di pittura, incasellarla in qualche “ismo”. Neppure è agevole dire quanto sia tradizionale e quanto sia moderna.
E’ pittura tradizionale nel suo linguaggio figurativo di impostazione classica, nel suo non rifiutare il “soggetto”, compiacendosi, al contrario, del ricorso a classici miti o a evocazioni di letteratura illustre, nel suo equilibrato dosaggio di luce e colore; ma pittura moderna nei suoi risultati, nell’essere espressione altamente originale, nel non indulgere a operazioni conservatrici, aperta alla comprensione dei problemi del nostro tempo, come è.
[…] Si rimane affascinati, talvolta attraversati da una sottile inquietudine, di fronte alle tele che ritraggono soggetti sacri, biblici, mitologici, spesso caratterizzate da un ricco simbolismo e da richiami archetipici. Ed è un linguaggio, ben si capisce, che si nutre di una costante e sor¬vegliata introspezione spirituale, così rara nel discorso pittorico contemporaneo, una pittura interpretata emotivamente e intellettualmente, gravida di tematiche esistenziali e di misteri che suscita nello spettatore un interesse sempre vivo per la curiosità immaginativa che evoca, pur nella molteplice varietà del tema.

MARIA MATTI (MATHÌ) MARIA MATTI (MATHÌ) MARIA MATTI (MATHÌ) MARIA MATTI (MATHÌ)

E’ soprattutto in queste opere così ricche di pathos e di trasporto che emerge quel segno particolare, talvolta fin troppo marcato, quel colore sempre acceso e carico, quelle enfatizzazioni sceniche che sono espressione di una partecipazione espressiva che ha portato l’artista ad immedesimarsi visceralmente con quanto raffigura.
All’estrema attenzione verso il mondo spirituale e all’attitudine all’introspezione sono da ricondurre anche i “mandala”, complesse e coloratissime rappresentazioni grafiche proprie di alcune religioni e filosofie orientali, che con tanto amore e partecipazione Mathì dipinge, nella loro infinita varietà di connotazione simbolica.
Sempre godibili, nella loro impostazione classica, sono i ritratti, con le loro implicazioni psicologiche appena accennate, eppure così intensi; così come le scene di maternità, che lasciano trasparire tracce di intimità che ne accrescono l'atmosfera di composta bellezza.
Recentemente l’arte di Mathì si è indirizzata spontaneamente verso un tema particolare: quello degli angeli.
Si sa quanto ricca sia l’iconografia sugli angeli, la cui condizione di esseri spirituali, senza età e sesso, ha fatto sbizzarrire tutti gli artisti di ogni epoca. Si sa anche che da diversi anni si assiste, in ogni campo e a vari livelli, a un risveglio di interesse per la figura di questi eterei messaggeri alati, che spesso ha assunto i connotati di una vera e propria moda. Ma non è certo questo che ha spinto Mathì a studiare quelle creature celestiali e a recarsi nei luoghi sacri cittadini dove sono raffigurate, in forma pittorica o sculturea, per dipingerle. E’ stato forse un profondo bisogno di spiritualità, forse il fascino della loro dimensione enigmatica, chi può dire…. Una inquietudine intellettuale che si fa sottile emozione, inappagata domanda esistenziale che spinge oltre nel cammino di una ricerca che si arricchisce sempre di nuovi stimoli e di nuove curiosità, probabilmente".

Stefano Barbieri


 
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