GIORGIO GABBRIELLI



GIORGIO GABBRIELLI 0565 49695
giorgiogabbrielli29@libero.it

Nasce a Livorno nel 1929.
Da giovanissimo,negli anni dal 1940 al 1943, segue le lezioni del Prof. P. Sani, dal quale apprende le tecniche del disegno.
Negli anni che vanno dal 1945 al 1950, frequenta lo studio del pittore V. Fontani dal quale attinge professionalità e consapevolezza.
Dal 1963 al 1986, insegna nella Scuola Media, ma non abbandonerà la tavolozza. .Vive e lavora a Piombino
Caposcuola del “Morganismo”, come ama definirsi, pittore del colore e degli stati d’animo, di lui Mario De Rosa afferma:
“ Artista eclettico, varia dai personaggi alle nature morte, ai paesaggi campestri con un efficace uso dello sfumato e ben condotta ricerca prospettica. La struttura compositiva delle opere di Gabbrielli si fa apprezzare anche per le sintesi cromatiche e la controllata armonia”.
Un’espressione artistica che prescinde dal segno in favore di una gamma cromatica dai toni caldi. E Andrea Baldocchi sottolinea come la sua pittura riesca a “ Fermare emozioni e palpiti che attraverso le sue tinte e le sue forme, si trasformano e sembrano quasi rallentare il nostro quotidiano, sospendendolo in un’atmosfera sacrale e pensosa”.


Un artista che, pur nascendo ”pittoricamente” nell’alveo dei pittori labronici, i pittori della macchia”, si distingue da loro soprattutto dal punto di vista coloristico: è proprio tale cifra coloristica che gli permette di trasformare il figurativo in modo tale da dar connotazione a stati d’animo. Partendo dai dettami accademici, il livornese se ne distacca fino ad approdare ad una sintesi in opposizione ad essi, lontano dal rischio d’incorrere in una sterile obbedienza al principio del verosimiglianza.

Prof. Pablo Gorini

GIORGIO GABBRIELLI GIORGIO GABBRIELLI GIORGIO GABBRIELLI GIORGIO GABBRIELLI

“Un figurativo che ben si unisce ad una sottile vena malinconica, testimonianza di una natura di uomini che Giorgio Gabbrielli cerca di farci comprendere nella loro fatta di intensa intimità, un’arte fatta di disegno, luci e colori”

Violi


“Guardando le tele di Giorgio Gabbrielli scopriamo la sua vita, la sua umanità, la sua dolcezza romantica fatta di luci ed ombre. Con i suoi colori trasmette la speranza e una grande sensibilità nei confronti della natura. Egli guarda alla realtà con tenerezza e sincerità. Il segreto di Gabbrielli sta forse nella terra, nella terra di Toscana, dove vive e lavora e si ispira. Una pittura di pieno equilibrio si collega a quello critico dell’osservazione mentale e ne riferisce l’intera emozione dell’artista che diviene genuina poesia. Pittore che guarda con amore al proprio lavoro, di ricomporre stati d’animo, di conferire all’immagini il compito di un recupero della più profonda realtà attraverso le. non frivole illusioni della fantasia. E’ davvero un continuo stato d’animo il sentimento della legittima vocazione creativa .Su questa premessa lavora Gabbrielli , maestro d’arte e di vita a pieno merito.

Carpio Tancredi


“L'artista Gabbrielli si esprime attraverso un figurativismo dai toni malinconici, il colorismo simbolico su fondo scuro denuncia i soi stati d'animo ed i frammenti di vita entro cui questi si inseriscono. Le atmosfere cupe e rarefatte, le figure raffigurate a gruppi, ma in fondo isolate ognuna nel proprio mondo interiore, il segno pittorico nervoso ed essenziale, rendono necessario il riferimento ai precursori dell'espressionismo europeo, in particolare all'opera di Edvard Munch.. Come per l'artista norvegese, i temi affrontati da Gabbrielli descrivono personali emozioni, che generalizzate, si adattano alla vita interiore di qualsiasi altro uomo. Il”fregio della Vita” si afferma in pittura come unico scorrere epico di immagini, emozioni, ricordi. La solitudine incomunicabile dell'uomo diviene un modo di sottrarsi al controllo sociale, via di fuga per trovare rifugio interiore. Una tormentata inquietudine trova spiragli salvifici nel colorismo simbolico, che si aggetta dalle figure, vita e morte, piacere e dolore, sembrano essere aspetti indissolubilmente connessi ai toni cromatici. Soluzioni formali, formule compositive ed atmosfere di intimità domestica ci mostrano una pittura, quella di Giorgio Gabbrielli, che nella sua apparente semplicità, possiede il potere di evocare la compenetrazione tra gli stati d'animo, trame di emozioni sinestetiche, tanto care al poeta francese Baudelaire.

Prof. Giorgio Grasso


 
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