MARCO FAVILLI



MARCO FAVILLI Studio : Via Sabotino 21 , Cecina (Li)
Tel. 328 1256934

Ad una prima analisi, potrebbe sembrare che l’artista voglia imporsi quasi di prepotenza allo spettatore il quale non può che seguire gli effetti visivi di una prospettiva empirica e convulsa; ma una seconda lettura, più riflessiva, ci permette di entrare nel vivo della poesia di Marco Favilli.
I dipinti di Favilli, ad oggi, ci raccontano la quotidianità vista attraverso una lente, quella del pittore, che sa ascoltare, osservare e trasferire le proprie emozioni sulla tela. Egli pur rimanendo all’interno di una compagine tutto sommato realistica va oltre la figurazione creando pittorici giochi “spatolati” quasi geometrici che interrompono le linee regolatrici della composizione; sembra quasi che l’artista si diverta a costruire per poi abbattere e costruire di nuovo ed è proprio in questa continua ricerca emotiva che a mio avviso bisogna percepire la poetica dell’artista. Infatti l’elemento che rappresenta la linea di continuità tra i suoi dipinti, oltre alla tecnica, è quello che riguarda la sfera delle emozioni, quella tenera sensazione che l’artista ritrova ripensando ad una piazza, quella inquietudine provata nel riconoscere le proprie ansie in uno scorcio di città o quel turbinio che provoca in lui un paesaggio marino anche se mediato dalla delicatezza di un vaso di fiori. Che si tratti di ricordi o di sogni poco importa, sono comunque emozioni che permettono lo spettatore di entrare in contatto con l’artista di appagarsi completamente nella visione delle sue opere. (Alessandra Rontini)

Non è più neanche una questione di tradizione, sebbene la pittura consapevolmente oggi voglia più che mai legarsi a un passato che ne autorizzi la presenza, donandole autorevolezza. Ma è piuttosto una fortissima volontà interiore che porta l'artista toscano Marco Favilli ad insistere con caparbietà nell'appropriarsi quotidianamente di una tecnica - la pittura, appunto - che per molti ha già vissuto le sue migliori primavere; e che, al momento, si dovrebbe accontentare di qualche sparuta apparizione, lasciando il passo al nuovo che avanza. Che poi il pittore cecinese riesca a dare significato profondo al concetto figurato che il dipingere porta con sé è questione assai più complessa. E denota inoltre una certa dose di coraggio. Dal punto di vista programmatico Favilli infatti, limitando di molto la sua predilezione per la figura umana, le sue specifiche e le sue dinamiche, si concentra invece su tematiche ben precise che vedono nel paesaggio in genere il banco di prova sul quale misurarsi. Da quello concettuale inoltre, assegnando proprio ai suoi soggetti di natura altra un significato profondo legato alla sensazione prospettica come a quella emozionale della veduta, egli ribadisce in prima persona la supremazia dell'artista sui caratteri dell'arte, plasmati di volta in volta a seconda delle proprie esigenze. Quindi sensibilità votata all'analisi. Quindi analisi votata alla visione piena del momento dipinto. A cui si aggiunge una stabilita consistenza pittorica che si genera in Favilli con apparente facilità: egli punta dunque deciso verso soluzioni formali che fanno della plausibilità il proprio carattere dominante. È pur vero però che, secondo il continuo processo di ricerca che contraddistingue il fare dell'artista sin dagli esordi, queste opere non rappresentano che una fase nello sviluppo qualitativo di Favilli; e che, al momento, molte delle soluzioni adottate nelle sue vedute fanno già parte più del suo bagaglio storico che quello a venire. Ciò nonostante, le aderenze luministiche oltre che squisitamente tecniche sono portate a risultati visivi di carattere atmosferico, donando alle composizioni il piacere stesso di una rassicurata contemplazione. ( Francesco Mutti)


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