GIO BATTA  LEPORI



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Gio Batta Lepori nasce a Livorno il 21 Dicembre 1911 nell’antico quartiere di San Jacopo.
Già alla scuola elementare manifesta una spiccata sensibilità e una non comune capacità di esprimere il suo mondo interiore, che fanno dire al suo maestro che diventerà uno scrittore. Invece, Lepori, ricevuta in dono per un compleanno una cassettina corredata di tutto il materiale per dipingere, si reca in bicicletta alla ricerca di soggetti da ritrarre con tocco personale, che rivelano subito una naturale attitudine per la pittura.
Nella sua giovinezza esplica vari mestieri, anche perché la famiglia guarda con un certo scetticismo la sua passione per la pittura, ma nel 1946, sostenuto dalla moglie, fa la scelta coraggiosa di vivere la libera professione di pittore.
Nello stesso anno la prima mostra personale nella città natale è la conferma che non gli mancano gli strumenti per continuare sulla strada intrapresa; gli artisti labronici, i critici d’arte, il pubblico, accolgono con favore il giovane pittore e intravedono per lui un futuro ricco di successi e di affermazioni.
Aspettative che si realizzano nelle numerose esposizioni personali e collettive che tiene in varie città italiane (Milano, Pisa, Genova. Trieste, Prato, Roma ...) e straniere (New York, San Paolo, Parigi...)

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Il 1953 costituisce una tappa fondamentale per la carriera del pittore: la mostra personale a Roma presso l’Associazione della Stampa a Palazzo Marignoli in Via del Corso, ottiene un successo che si risolve in una affermazione decisiva. Viene visitata dal Presidente della Camera On. Giovanni Gronchi, da intellettuali e da numerosi personaggi del mondo dell’arte e dello spettacolo che esprimono una sentita ammirazione per l’arte di Lepori.
I conterranei si rivelano fieri del loro artista ed ogni volta che espone nella sua Livorno partecipano numerosi per esprimere il loro apprezzamento. Una di queste mostre viene inaugurata il 28 ottobre del 1961, data della celebrazione delle nozze d’argento del pittore: tappa significativa della sua vita familiare arricchita da 10 figli!
Dalla fine degli anni 70 le mostre personali sono solo antologiche, perché il pubblico possa rendersi conto dell’evoluzione che la sua arte ha avuto nel tempo e della ricchezza e varietà dei soggetti trattati. Il pubblico fruisce pienamente di tanta bellezza e ne trae un profondo godimento estetico: l’obiettivo dell’artista è raggiunto.
Muore a Livorno il 6 ottobre 2002.


 
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